Associazione Migranti Onlus

Chi siamo

Storia

Migranti è nata a Padova, all’indomani della sanatoria del 1998, come risposta ad un’emergenza prodotta dalla inadeguatezza organizzativa degli apparati burocratici, di fronte alla complessità e consistenza dei nuovi fenomeni migratori.

Tutti ricordano le file davanti alle questure, le condizioni inumane a cui erano costretti i cittadini stranieri.
ACLI, Caritas, CGIL, CISL, UIL quella situazione l’hanno vissuta direttamente all’interno di quelle lunghe code, ed è da lì che risalgono le prime ipotesi di organismi unitari, allargati a tutti i volonterosi, affinché quelle situazioni non abbiano più a ripetersi.
All’inizio della sua storia Migranti, vedeva al suo interno ACLI, Caritas, CISL e UIL, mentre con CGIL c’era una collaborazione a livello operativo per la gestione comune degli sportelli.
Nella primavera del 2007, la CGIL è entrata a pieno titolo nella onlus.

Valori e finalità

Ci muove la profonda convinzione che una democrazia compiuta debba basarsi sull’uguaglianza dei diritti e sulla valorizzazione delle diversità culturali, nel rispetto reciproco e nell’ambito di regole condivise.

Proponiamo un approccio che privilegi l’emancipazione, la crescita di autonomia, l’assunzione di responsabilità delle persone (empowerment).
I soggetti coinvolti, ACLI, Caritas, CGIL, CISL e UIL, hanno natura e caratteristiche tali da rappresentare un’indubbia garanzia per tutti.

Noi pensiamo sussistano le condizioni per poter dare vita ad una collaborazione ad un più alto livello con le istituzioni.
Una collaborazione che sia in grado di promuovere e realizzare politiche per l’immigrazione decentrate su tutto il territorio provinciale, più vicine ai cittadini migranti e agli enti locali.

Il lavoro di integrazione richiede una regia e una conduzione coordinata, è realistico pensare che l’o.n.l.u.s. Migranti possa svolgere la funzione di una sorta di agenzia sociale, che permetta alle pubbliche amministrazioni di agire in forma sincronica e incisiva.

La nostra necessità è quella di fare sistema, programmare, e ciò è richiesto non solo da un’astratta razionalità, ma dalla concreta ristrettezza delle risorse finanziarie disponibili.

Un sano principio di sussidiarietà deve vedere sempre più gli enti locali interagire con le organizzazioni sindacali e le associazioni attive nel campo dell’integrazione degli immigrati.